Dalle statue rimosse a orde di utenti incattiviti che si segnalano su Twitter, fino alle infinite suddivisioni identitarie: La correzione del mondo si districa tra le esagerazioni, le minimizzazioni e la propaganda che inquinano il dibattito sul tema del politicamente corretto.
Mentre i reazionari soffiano sul fuoco del complottismo vittimista che rende tutto un attacco al loro stile di vita, i romanzi di Roald Dahl vengono corretti prima di essere ripubblicati, un videogioco di Harry Potter è accusato di danneggiare un’intera «comunità di esseri umani» e i cartoni animati della nostra infanzia sono tacciati di «cultura dello stupro». Perché all’improvviso siamo diventati sensibili a certi temi? E perché la dimensione politica è stata soppiantata da divisioni settarie, rituali di espiazione e gare per diventare portavoce online di istanze appiattite? Andando oltre i consueti mantra distorsivi – da «dittatura del politicamente corretto» a «cancel culture» – Davide Piacenza risponde con esempi e testimonianze alle domande che monopolizzano le nostre polemiche quotidiane.

 

 

 

 

DAVIDE PIACENZA

 

 

Scrive di attualità e cultura sui giornali italiani da dieci anni. Ha lavorato nelle redazioni di «Rivista Studio», «Forbes» e «Wired», occupandosi di politica italiana, Stati Uniti, cultura digitale, libri e serie tv. Oggi collabora con «Esquire, «Icon» e «Vanity Fair». La sua newsletter di successo, «Culture Wars», racconta e analizza ogni settimana i casi in cui i nuovi codici e i discorsi intorno al politicamente corretto riplasmano il mondo in cui viviamo.

Ed. Einaudi

 

 

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