“Cielo sporco”. È così che i soldati ucraini definiscono il cielo sopra il fronte, ormai affollato da droni che sorvegliano, inseguono e colpiscono. Una definizione che racchiude in poche parole una delle trasformazioni più profonde della guerra contemporanea.
Nel suo libro Il Cielo sporco, Gianluca Di Feo accompagna il lettore dentro questa rivoluzione tecnologica che, a partire dal conflitto russo-ucraino, sta ridefinendo non solo le strategie militari ma anche il rapporto tra esseri umani, tecnologia e potere.
Oggi il campo di battaglia è popolato da velivoli senza pilota capaci di osservare, individuare obiettivi e colpire con precisione. Secondo Di Feo, ciò che sta avvenendo dal 2022 in Ucraina rappresenta una vera e propria “dronizzazione” della guerra, un fenomeno che si sta estendendo ben oltre il fronte europeo e che trova applicazione anche nei conflitti del Medio Oriente.
Il libro ricostruisce le tappe che hanno portato a questa trasformazione, dagli esordi dei Predator impiegati nella Guerra al Terrore dopo l’11 settembre fino alle più recenti applicazioni dell’intelligenza artificiale nei sistemi d’arma. Tecnologie che rendono sempre più sottile il confine tra il controllo umano e l’autonomia delle macchine, aprendo interrogativi che fino a pochi anni fa sembravano appartenere esclusivamente alla fantascienza.
Con il taglio del reportage e l’esperienza maturata in decenni di lavoro sui principali scenari di crisi internazionali, Di Feo mostra come la rivoluzione dei droni non riguardi soltanto l’ambito militare. Le conseguenze investono la geopolitica, gli equilibri tra le potenze e, più in profondità, il modo stesso in cui gli esseri umani si relazionano con la tecnologia.
Più che un libro sulla guerra, Cielo sporco è una riflessione sul presente e sul futuro. Un viaggio dentro una trasformazione già in corso che sta cambiando il volto dei conflitti contemporanei e che potrebbe ridefinire, negli anni a venire, il rapporto tra uomo, macchina e potere.
