C’è una “peste” che non si vede, ma che continua a diffondersi. Non porta con sé malattie, bensì idee che sembravano appartenere al passato: razzismo, culto della purezza, antisemitismo e gerarchie biologiche tra gli esseri umani. È questa l’immagine scelta da Tonia Mastrobuoni per raccontare una delle trasformazioni più inquietanti che stanno attraversando la Germania contemporanea.
Con La peste. Indagine sulla destra in Germania, la giornalista conduce il lettore all’interno di un’inchiesta che ricostruisce la crescita di movimenti estremisti capaci di radicarsi nella società ben prima che nelle istituzioni. Attraverso testimonianze dirette e un’inchiesta documentata, il libro racconta come queste realtà operino nei territori, costruiscano consenso e cerchino di influenzare la vita pubblica partendo dalle comunità locali.
L’indagine si sofferma sulle comunità völkisch, sui gruppi neonazisti e sulle organizzazioni che promuovono queste ideologie, mostrando come tali reti abbiano progressivamente ampliato la propria presenza nella società tedesca. Un’attenzione particolare è dedicata anche al ruolo di Alternative für Deutschland (AfD), descritto nel libro come il principale vettore politico di questo processo di radicalizzazione.
Accanto all’analisi politica, Mastrobuoni racconta anche le conseguenze concrete di questo fenomeno. Giudici, insegnanti, sindaci e altri rappresentanti della società civile sono chiamati a confrontarsi con minacce, pressioni e tentativi di isolamento che mettono alla prova la tenuta del sistema democratico.
Più che un’inchiesta sulla Germania, La peste è una riflessione sulla vulnerabilità delle democrazie contemporanee e sulla capacità delle ideologie estremiste di trovare nuove forme di diffusione. Un libro che invita a guardare oltre i confini nazionali e a interrogarsi su dinamiche che possono riguardare l’intera Europa.
