Le dittature e i regimi autoritari non amano la libertà di stampa e la reprimono con ogni mezzo, dalla censura all’arresto di giornalisti.
La differenza fra regimi autoritari e democrazia in rapporto all’informazione è quindi ovvia.
Meno esplorato è il processo che tende oggi a ridurre questa differenza. I metodi non sono altrettanto brutali, ma a lungo andare le conseguenze per la salute della democrazia possono essere altrettanto devastanti, complici anche i social network e l’intelligenza artificiale.
Questo libro analizza un nemico subdolo, che si nutre di pressioni da parte del potere, di epurazioni, piaggerie e carrierismi, di un “circo mediatico” in cui i protagonisti sono sempre gli stessi, di format televisivi intercambiabili che finiscono per esprimere una sorte di rete unificata. Denunciare, frenare, magari invertire questa deriva diventa assolutamente vitale.

 

 

 

MASSIMO NAVA

Massimo Nava è giornalista ed editorialista del Corriere della Sera. È stato inviato speciale e corrispondente di guerra dall’Asia all’Africa, dai Balcani all’Iraq. Ha scritto inchieste sulla società italiana, il terrorismo degli anni di piombo, i problemi del Mezzogiorno, seguendo in particolare i fenomeni della mafia e della camorra, la ricostruzione dopo il terremoto. Ha vinto numerosi premi per i suoi reportage. È stato per vent’anni corrispondente da Parigi ed è stato insignito della Legion d’onore. Docente alla Luiss Guido Carli, è autore sia di saggi, come Carovane d’Europa (1992), Kosovo: c’ero anch’io (1999), Il francese di ferro (2007), Angela Merkel. La donna che ha cambiato la storia (2021), Quella sera in galleria, come nacque il Corriere della Sera (2023), che di romanzi, come Infinito amore (2014), Il mercante di quadri scomparsi (2016), Il boss è immortale (2018).

 

 

 

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