Come scegliamo fonti di informazioni e opinioni attendibili per farci un’idea della realtà in cui viviamo? I media di cui ci serviamo ogni giorno sono davvero adeguati a dar conto di come stanno le cose? Quelli di gran lunga più utilizzati non sono affatto progettati per offrire una rappresentazione fedele della realtà, ma per catturare il nostro tempo e la nostra attenzione in modo da monitorare comportamenti, raccogliere dati e costruire un efficiente sistema propagandistico, economico e politico, favorendo la polarizzazione, dissuadendo dall’impegno, frenando le aggregazioni che potrebbero alimentare contropoteri. In una mediasfera di questo tipo, governata da poche centrali di potere, appiattita su pregiudizi, inquinata da violenza e paura, è difficile pensare bene. Ma questo non vuole essere l’ennesimo libro sul panorama dei media nel xxi secolo. E neppure un saggio di filosofia del pensiero. È un’esplorazione del futuro possibile, un contributo a un ipotetico movimento culturale per un’ecologia della conoscenza in un ambiente mediatico a dir poco controverso.
LUCA DE BIASE

Luca De Biase è giornalista dell’innovazione a “Il Sole 24 Ore” e autore e voce a Rai Radio 3. Docente all’Università di Pisa e alla Luiss di Roma, gateway designer al National Biodiversity Future Center, ha diretto la ricerca sulla Media Ecology per Reimagine Europa a Bruxelles. Tra i suoi libri più recenti: Il lavoro del futuro (Codice, 2018), Eppur s’innova (Luiss, 2022), Il codice del futuro e La legge dell’intelligenza artificiale (entrambi con Roberto Viola, Sole 24 Ore, 2023 e 2024), Apologia del futuro (Luiss, 2025). Nel 2016 ha vinto il premio James Carey Award for Outstanding Media Ecology Journalism.