Il libro analizza la “restaurazione statalista” italiana, dove lo Stato agisce contemporaneamente da arbitro e giocatore, favorendo oligarchie politiche ed economiche. Vengono ripresi strumenti tradizionali come le partecipazioni statali e se ne introducono di nuovi, come il golden power, usato spesso in modo arbitrario per controllare settori strategici. Anche la Cassa Depositi e Prestiti ha assunto un ruolo centrale nel salvataggio di imprese in crisi. Il testo individua sette direttrici dell’intervento statale: uso politico delle partecipate, espansione della Cdp, uso eccessivo del golden power, rinazionalizzazioni, interferenza nella governance aziendale, capitalismo clientelare e il contrasto con la nuova economia italiana (il “quinto capitalismo”). L’autore sostiene che questo ritorno dello Stato imprenditore sia inefficace e destinato al fallimento, ostacolando anziché favorire lo sviluppo e la modernizzazione. La conclusione è chiara: il neostatalismo rappresenta un inciampo alla crescita del Paese.

 

 

 

STEFANO CINGOLANI

 

 

Stefano Cingolani (1949) è giornalista e scrittore, specializzato in politica estera ed economia, editorialista del quotidiano «Il Foglio». Ha lavorato a «l’Unità», al «Mondo», al «Corriere della Sera» (principalmente da New York e da Parigi), all’agenzia ApBiscom e al «Riformista». È autore dei volumi, Le grandi famiglie del capitalismo italiano (Laterza 1990); Guerre di mercato (Laterza 2002); Bolle, balle & sfere di cristallo (Bompiani 2011) e Il capitalismo buono (Luiss University Press 2020).

Rubbettino

 

 

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