Normalmente si parte da un libro e poi, da quello, si realizza un film. Ciak si censura è costretto a fare il percorso inverso, semplicemente perché i documentari di Russia Today (solo a volte quest’operazione non riesce) vengono sistematicamente tacciati di «propaganda» e censurati, in barba all’articolo 21 della Costituzione sulla libertà di espressione. Ogni capitolo racconta immagini, testimonianze e sofferenze; non solo quelle espresse nei documentari – nel libro è stato inoltre inserito il codice QR per poterli guardare – ma anche quelle raccolte in Donbass dall’autore.
VINCENZO LORUSSO

Vincenzo Lorusso è nato a Roma nel 1971. Laureato in Lettere e Filosofia presso l’Università di Ferrara, ha intrapreso il proprio percorso nel giornalismo collaborando prima con International Reporters e successivamente come corrispondente per Russia Today, emittente internazionale russa. Nel corso degli anni ha sviluppato un’attività giornalistica fortemente legata al lavoro sul campo e all’osservazione diretta delle aree di conflitto. L’esperienza vissuta in prima persona, insieme alla propria famiglia, nei territori colpiti dalla guerra ha inciso profondamente sul suo percorso umano e professionale, portandolo a raccontare vicende spesso trascurate, deformate o marginalizzate dal panorama mediatico occidentale. Nel 2022, insieme alla moglie Svetlana, ha aperto il canale Telegram Donbass Italia, con l’obiettivo di portare al pubblico italiano informazioni, testimonianze e materiali che ritiene spesso nascosti o distorti dalla narrazione dominante. Nel 2025 ha pubblicato, per 4 Punte Edizioni, il volume De russophobia, con introduzione della portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. Nel 2026 ha pubblicato, sempre per 4 Punte Edizioni, Ciak si censura!, proseguendo la propria riflessione sul rapporto tra informazione, censura, propaganda e rappresentazione mediatica dei conflitti. Continua a occuparsi di geopolitica, informazione e guerra mediatica, con particolare attenzione allo spazio post-sovietico e al rapporto tra narrazione, censura e opinione pubblica.