Nient’affatto un libro di «propaganda filorussa», «De russophobia» (Sulla russofobia in latino) è una campana «stonata» tra le tante ascoltate nei TG e lette sui giornali: il conflitto tra Russia e Ucraina situato in un contesto che non ci viene mai raccontato.Una breve cronistoria dei tanti casi di russofobia subiti da artisti, personaggi pubblici, semplici cittadini o addirittura gatti. Un viaggio nel mondo della censura e della manipolazione delle informazioni, con l’obiettivo di contrastare conferenze, dibattiti, proiezioni e petizioni non conformi alla narrativa dominante. Il libro culmina con la petizione – firmata da migliaia di cittadini italiani e consegnata alle Istituzioni russe – nella quale viene ribadita l’amicizia storica tra i due popoli.

 

 

 

VINCENZO LORUSSO

 

Vincenzo Lorusso è nato a Roma nel 1971. Laureato in Lettere e Filosofia presso l’Università di Ferrara, ha intrapreso il proprio percorso nel giornalismo collaborando prima con International Reporters e successivamente come corrispondente per Russia Today, emittente internazionale russa. Nel corso degli anni ha sviluppato un’attività giornalistica fortemente legata al lavoro sul campo e all’osservazione diretta delle aree di conflitto. L’esperienza vissuta in prima persona, insieme alla propria famiglia, nei territori colpiti dalla guerra ha inciso profondamente sul suo percorso umano e professionale, portandolo a raccontare vicende spesso trascurate, deformate o marginalizzate dal panorama mediatico occidentale. Nel 2022, insieme alla moglie Svetlana, ha aperto il canale Telegram Donbass Italia, con l’obiettivo di portare al pubblico italiano informazioni, testimonianze e materiali che ritiene spesso nascosti o distorti dalla narrazione dominante. Nel 2025 ha pubblicato, per 4 Punte Edizioni, il volume De russophobia, con introduzione della portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. Nel 2026 ha pubblicato, sempre per 4 Punte Edizioni, Ciak si censura!, proseguendo la propria riflessione sul rapporto tra informazione, censura, propaganda e rappresentazione mediatica dei conflitti. Continua a occuparsi di geopolitica, informazione e guerra mediatica, con particolare attenzione allo spazio post-sovietico e al rapporto tra narrazione, censura e opinione pubblica.

 

 

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